Omnia, quae in rebus humanis fiunt, ita ut docti censuerunt, aut honesta sunt aut turpia. Quae sua vi recta aut honesta sunt, ut fidem colere, patriam defendere, ut amicos diligere, ea fieri oportet, sive imperet pater sive non imperet; sed quae his contraria quaeque turpia, omnino iniqua sunt, ea ne si imperet quidem. Quae vero in medio sunt et a Graecis tum μέσα, tum ἀδιάφορα appellantur, ut in militiam ire, rus colere, honores capessere, causas defendere, uxorem ducere, ut iussum proficisci, ut accersitum venire, quoniam et haec et his similia per sese ipsa neque honesta sunt neque turpia, sed, proinde ut a nobis aguntur, ita ipsis actionibus aut probanda fiunt aut reprehendenda: propterea in eiusmodi omnium rerum generibus patri parendum esse censent, veluti si uxorem ducere imperet aut causas pro reis dicere. Quod enim utrumque in genere ipso per sese neque honestum neque turpe est, idcirco, si pater iubeat, obsequendum est. Sed enim si imperet uxorem ducere infamem, propudiosam, criminosam aut pro reo Catilina aliquo aut Tubulo aut P. Clodio causam dicere, non scilicet parendum, quoniam accedente aliquo turpitudinis numero desinunt esse per sese haec media atque indifferentia.

Traduzione libera

Tutte le cose, in ambito umano, secondo quanto i dotti hanno decretato, possono essere o oneste o turpi. Quelle per propria natura rette ed oneste, come ad esempio mantenere una promessa, difendere la patria o amare gli amici, è doveroso che vengano adempiute, sia che i padri ce lo impongano sia che no. Ma quelle a queste contrarie o comunque turpi, in quanto assolutamente inique, non andrebbero certo fatte, neppure se ci venisse chiesto. Quelle poi che stanno nel mezzo, e che i Greci chiamano μέσα (medie) o ἀδιάφορα (neutre), e che possono essere ad esempio entrare in una milizia, coltivare un campo, aspirare agli onori, difendere delle cause, sposarsi, impartire degli ordini, rispondere a una chiamata… essendo (esse e simili) per se stesse né giuste né inique, poiché dipendono dal modo in cui le si esegue, non possono essere come tali né approvate né condannate. Perciò i dotti, in questo genere di cose, quali ad esempio sposarsi o difendere un accusato, affermano che si debba sempre obbedire al padre. Il qual genere di cose difatti, per se stesso non sarebbe né buono né cattivo, per cui se il padre le comanda, si dovrebbe obbedire! E tuttavia, se ci venisse imposto di sposare una donna infame, svergognata o criminale o di prendere la parti di un qualsiasi Catilina, Tubulo o P. Clodio, chiaramente non sarebbe giusto farlo poiché, oltre un certo grado di turpitudine, tali azioni non sarebbero più qualcosa di medio e di moralmente indifferente.

Traduzione letterale e commento by Adriano