Αραχνη δε τη γραι ελεγε· "η Θεα ουν εριζετω μοι· ει μεν νικα... τροφην θηρευειν
Aracne diceva alla vecchia: "Dea, gareggia con me: se vinci, farai di me ciò che vuoi". La dea, abbandonando l'aspetto da vecchia, accettava la sfida (ἔρῐς - ιδος) per punire la boria della ragazza: apprestandosi la dea a mettere mano all'attività della giovane, Atena, tessendo sulla tela, raffigurava la vittoria di Poseidone per il dominio dell'Attica, mentre Aracne ricamava gli amori degli dei. Questo faceva irritare la dea: ella infatti trasformava (μεταμορφόω) Aracne in ragno, un animale che eternamente tesse la tela per catturare il cibo.