Atteone dilaniato dai propri cani
versione greco traduzione libro Elafroteron

Αναριθμοι ποιηται την του ταλανοϛ Ακταιωνοϛ οικτραν τυχην αδουσιν ... Οι κυνεϛ ουν ουκετι τον Ακταιωνα αναγιγνωσκουσι

Numerosi poeti cantano la miserevole sorte dello sventurato Atteone. A questo è madre Autone, figlia di Cadmo fondatore di Tebe, e padre Aristeo, figlio di Apollo. Quando è ancora giovane, è allevato dal centauro Chirone e conduce una vita beata nei boschi; diventa dunque esperto di caccia e di armi. Un giorno mentre insegue le belve per i boschi del Citerone, vede Artemide che si fa il bagno con le ninfe della sorgente di Partenia. Un amore improvviso attacca il suo cuore; ma la riservata dea trasforma subito il suo aspetto in un cervo e infonde rabbia nei cani di Atteone. Questi fuori di senno attraversa di corsa i pendii vicini ma ormai sul collo ha una testa di belva fornita di corna e i piedi e le mani gli diventano bestiali. Perciò i cani non riconoscono più Atteone e sbranano quello sventurato padrone.