Νῦν ἐγὼ νοσῶ μέν, τί δὲ ἡ νόσος ἀγνοῶ· ... διὰ Δάφνιν, ἡ δὲ μάτην λαλεῖ.

Io sono malata, ma non so di che malattia si tratta. Soffro, ma non ho ferite. Sono triste, ma nessuna delle pecore è morta. Brucio e sono seduta sotto ad un' ombra di tale grandezza. E' bello Dafni, e così anche i fiori. La sua zampogna emette gentilmente i suoni e così anche i flauti. Ma per quelli non ho nessuna parola. Distrutte, Ninfe amiche. Neanche voi salvate la ragazza da voi cresciuta? Chi vi incoronerà dopo di me? Chi alleverà i poveri agnelli? Chi alleverà il grillo parlante, che ho allevato con tanta fatica per addormentarmi quando emette un suono davanti alla caverna? Ora io sto sveglia per Dafni, quello frinisce inutilmente.