DAFNI E CLOE DIVENTANO PASTORI
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE

Dopo aver fatto questo sogno, si rammaricarono, perché sarebbero stati pastori e caprai quelli che, (a giudicare) dalle fasce (in cui erano stati trovati), facevano pensare ad una condizione migliore - per la quale li nutrivano con cibi piuttosto delicati ed insegnavano (loro) a leggere e a scrivere e tutte le cose che erano belle nella vita agreste - e ad essi sembrò (opportuno) affidarsi agli dei dalla cui provvidenza erano stati salvati (lett. = per la provvidenza dei numi a favore di quelli che furono salvati). Dopo essersi confidati tra loro il sogno ed aver offerto (un sacrificio) al gio-vanetto alato (che si trovava) presso le Ninfe - non sapevano, infetti, dare il nome - li mandano (= mandarono) come pastori con le greggi, dopo aver insegnato (bene) ogni cosa: come bisognasse condurre (le bestie) al pascolo prima di mezzogiorno, come (farle) pascolare quando la calura si fosse attenuata; quando guidare (gli animali) all'abbeverata, quando riportarli all'ovile; in quali casi si dovesse ricorrere al bastone, in quali alla sola voce. Essi, molto lieti. accettarono (l'incombenza) come un incarico importante e si affezionarono alle capre e alle pecore più di quanto (fosse) abitudine per i pastori, l'una, perché attribuiva (lett. = riconduceva) ad una pecora (lett. = ad un gregge) il merito flett. = motivo) della (sua) salvezza, l'altro, perché ricordava che una capra lo aveva nutrito quando era (un bimbo) abbandonato (lett. = esposto).