IL CESARICIDIO
Versione DA PHRASIS, VERSIONI PER IL TRIENNIO, NUM 346
Avendo ognuno tra quelli che si erano preparati all'omicidio mostrato una nuda spada, e essendo Cesare accerchiato dovunque volgesse lo sguardo, cacciato come un animale dai colpi di tutti e dalla spada portata contro il volto e gli occhi, era circondato dalle mani di tutti; infatti bisognava che tutti cominciassero anche a gustarsi il sangue. Quindi anche Bruto gli procurò un solo colpo all'inguine. Si dice poi, da parte di alcuni, che mentre respingeva gli altri e mentre si dibatteva (letterale: scuoteva qua e là il corpo), avendo urlato, quando vide che Bruto sguainava la spada, si mise la toga sopra la testa e si abbandonò (a sè stesso), spinto sia dalla sorte sia dagli uccisori, e si diresse verso il basamento sul quale è posta la statua di Pompeo. E il sangue la macchiò molto, tanto da sembrare che Pompeo stesso prendesse vendetta del nemico, che era steso ai suoi piedi e che si dibatteva per la quantità di ferite. Infatti si dice che ricevette ventitre colpi, e molti furono feriti gli uni dagli altri, indirizzando verso un solo corpo colpi tanto numerosi.