Il riconoscimento di Dafni
VERSIONE DI GRECO di Longo Sofista
TRADUZIONE dal libro Kata logon
Τὰ κομισθέντα δὲ πρῶτος Διονυσοφάνης ἐπέβλεπε, καὶ ἰδὼν χλανίδιον ἁλουργές, πόρπην χρυσήλατον, ξιφίδιον ἐλεφαντόκωπον, μέγα βοήσας «ὦ Ζεῦ δέσποτα» καλεῖ τὴν γυναῖκα θεασομένην·Ἡ δὲ ἰδοῦσα μέγα καὶ αὐτὴ βοᾷ· «φίλαι Μοῖραι· οὐ ταῦτα ἡμεῖς συνεξεθήκαμεν ἰδίῳ παιδί; Οὐκ εἰς τούτους τοὺς ἀγροὺς κομίσουσαν Σωφροσύνην ἀπεστείλαμεν; Οὐκ ἄλλα μὲν οὖν, ἀλλ' αὐτὰ ταῦτα. Φίλε ἄνερ, ἡμέτερόν ἐστι τὸ παιδίον· σὸς υἱός ἐστι Δάφνις, καὶ πατρῴας ἔνεμεν αἶγας. »
TRADUZIONE
Il primo a guardarli fu Dionisofane. Alla vista della mantellina di porpora, della fibbia d'oro e dello spadino con l'impugnatura in avorio, «O Zeus sovrano!», esclamò ad alta voce, poi chiamò la moglie a vedere. 3 La donna, appena scorse gli oggetti, si mise anche lei a gridare forte: «Benevole dee del Destino! Non sono questi gli stessi oggetti che noi abbandonammo insieme a nostro figlio? Non è proprio in queste campagne che mandammo Sofrosine a portarlo? No, non sono altri, ma esattamente gli stessi. Marito mio, il bimbo esposto è nostro: Dafni è tuo figlio, e sono capre di proprietà di suo padre quelle che pascolava».