Il topo di campagna e il topo di città
versione di greco e traduzione Esopo
Traduzione libro Anthropon odoi pagina 116

Traduzione by Geppetto (eccellente)

Un topo di campagna un giorno invitò a pranzo un amico cittadino: questo subito raggiunse i campi. Ma mangiando chicchi d’orzo e grano, disse: «Tu vivi veramente una vita da formica: nella mia casa c’è un mucchio di cose buone. Vieni dunque in città, dove trovi tutte le comodità». E quando giungono in città, il cittadino offrì legumi, formaggio, miele e rape: il campagnolo elogiò molto il cibo. Ma improvvisamente degli uomini aprirono la porta e i topi, temendoli, infilarono la tana nascondendosi nei buchi. Il topo di campagna, sul punto di (μέλλων) ritornare nei campi, disse: «Sii lieto, amico: goditi le tue buone cose con gioia anche nel pericolo e nella paura: io desidero, sgranocchiando orzo e grano, vivere senza paura». (By Geppetto)

Traduzione da altro libro

Una volta il topo di campagna invitò a pranzo in una povera tana il topo di città, suo vecchio amico, e servì in un’umile tavola ceci ed uve aride e dure ghiande del bosco vicino. Il topo di città toccava appena con morsi sdegnosi l’umile cibo e disprezzava gli alimenti rustici. Finalmente esclamò così: “Perché, amico, conduci una vita tanto misera in campagna? Vieni con me in città, dove troverai grande abbondanza di cibo soave e vivrai beato senza preoccupazioni”. Il consiglio piacque al topo rustico e migrò con il compagno in una magnifica casa di città. Qui, mentre pranzano tranquilli e sicuri e gustano delicate vivande, subito risuonano i latrati dei cani e i servi irrompono. I topi spaventati corrono per tutta la stanza e cercano rifugio. Allora il topo di campagna dice al topo di città: ”Ti saluto, amico mio; tu rimani in città con i tuoi cibi squisiti, io ritorno in campagna alla mia povera ma sicura vita”.