Παλαι οι των Αθηνων πολιται ησυχον βιον διηγον· τα μηλα μεν εις νομην εν τοις ανθηροις πεδιοις ηλαυνον, τα αμπελους δε και τας ελαιας εν τοις ευκαρποις αγροις εφυτευον. ... και ουτως εν τη χωρα εγιγνοντο φθονοι, εχθραι, στασιασμοι και διαφοραι.

Anticamente i cittadini di Atene trascorrevano una vita pacifica, conducevano al pascolo le pecore nelle fiorite pianure, coltivavano le viti e gli ulivi nei fertili campi, gioivano per i frutti che nascevano dalla terra. Erano contenti per i frutti che nascevano dalla terra nei campi o che venivano colti dagli alberi, per la caccia nelle foreste, per la pesca nel mare. Non conoscevano l'oro e l'argento, non avevano desiderio di progetti di ricchezza solida, né temevano un nemico funesto. I capi si comportavano con saggezza, i cittadini ordinatamente obbedivano. La giustizia veniva rispettata senza giudici e senza tribunali. Nelle piazze c'erano numerosi templi degli dei, nei trivi vi erano numero templi di Ermes. I giovani venivano educati nelle palestre al pugilato, alla lotta e alla corsa ma anche alle odi dei poeti e alle dispute dei sofisti. Una volta dunque la vita degli ateniesi era veramente beata, in seguito l'ambizione e l'avidità danneggiarono gli animi dei cittadini e così nel paese nascevano le invidie, le inimicizie, le discordie ed i dissidi.