SCILLA E CARIDDI
VERSIONE DI GRECO di Omero
TRADUZIONE dal libro Ellenisti
TRADUZIONE

Ci sono due scogli, uno giunge al vasto cielo con l'acuta punta, una nube scura lo avvolge. Un uomo mortale non può salire neanche se questo avesse ben venti mani e piedi. La pietra è infatti liscia che sembra levigata. In mezzo allo scoglio c'è una caverna oscura. Lanciando un forte uomo frecce con un arco dalla nave non potrebbe arrivare allo scoglio incavato. Là dentro abita Scilla latrando terribilmente, la voce della quale è quanto (quella) di un cagnolino appena nato, ma questa è un mostro terribile. Nè qualcuno neanche se (fosse) sia un dio potrebbe rallegrarsi vedendola. I suoi piedi sono dodici, tutti anteriori, ha sei lunghissimi colli, su ciascuno una spaventosa testa, all'interno denti in tre file, serrati e fitti, pieni di triste morte. Con la metà di sè penetra nella caverna incavata, sporge fuori le teste dallo spaventoso baratro e pesca foche, delfini e pesci di grosse dimensioni I marinai non fuggivano ancora mai questa (=non riuscivano a scamparla)  infatti con ognuna delle sue teste essa afferra un uomo, strappandolo dalla prora della nave. L'altro scoglio appare più basso vicino a terra dell'altro. Si trova su questo un grande pino selvatico e rigoglioso di foglie. Da questo Cariddi assorbe l'oscura acqua. Tre volte  al giorno la risputa fuori, e  tre volte la assorbe orribilmente. Se capiterai li non trattenerti a lungo quando la inghiotte. Infatti non potrebbe salvarti dalla morte neanche Poseidone (Lo scuotitore della terra). Spingi piuttosto la nave verso lo scoglio di Scilla, poiché è più sopportabile perdere uno dei compagni nella nave che tutti quanti.

Note del traduttore: