οι λακεδαιμονιοι προς φιλοσοφιαν και λογουσ μαλα ευ παιδευονται΄ ει γαρ εθελεις Λακεδαιμοωιο ανθροπω δαιλεγεσθαι, πρωτον μεν εν τοις λογοις ευρισκεις αυτον φαυλον, επειτα δε αυτος, ωσπερ δεινος ακοντισθης, εμβαλλει ρημα αξιον λογου, ωστε τον προσδιαλεγομενον φαινεσθαι μικρον παιδα. Αυτο τουτο ηγουνται οι νουν εχοντες, οτι το λακωνιζειν εστιν φιλοσοφειν πολυ μαλλον η φιλογυμναστειν, γιγνωσκοντες οτι το δυνασθαι ισχυρα πηματα φθεγγεσθαι σοφου εστιν ανθρωπου. Σοφοι ησαν και θαλης ο Μιλησιος και Πιττακος ο Μυτιληναιος και βιας ο Πριηνευς και Σολων ο Αθεναιος και Κλεοβουλος ο Λινδιος και Μυσων ο Χηνευς, και εβδομος ελεγετο Λακεδαιμονιος Χιλων. Αυτοι ζηλωται και ερασται και μαθηται ησαν της Λακεδαιμονιων παιδειας` και συ μαθητης δυνασαι γιγνεσθαι της σοφιας αυτων αναμιμνησκων τα ρήματα αξιομνημόνευτα υπ'αυτών λεγόμενα΄ γράφονται γαρ εν τώ νέω τώ εν Δελφοις το Γνωθι σαυτον και το Μηδεν αγαν. Ουτος ο τροπος ην των παλαιων της φιλοσοφιασ, βραχυλογια τις Λακωνικη.

Gli spartani sono stati molto ben educati alla filosofia e al ragionamento se infatti vuoi conversare con un uomo tra gli spartani, in un primo momento lo trovi frivolo nei discorsi (nei ragionamenti). In seguito questo stesso, (lo trovi) straordinario (deinos), se tu scagli una freccia egli scaglia una parola (una frase) degna di considerazione, così da far apparire l'interlocutore un piccolo bimbo. Coloro che hanno intelletto capiscono da questo che imitare gli spartani è (significa) amare la filosofia molto più che amare la ginnastica avendo stabilito che poter pronunciare frasi forti è proprio dell'uomo sapiente. I sapienti erano Talete di Mileto, Pittaco di Mitilene, Biante di Briene, Solone l'ateniese, Cleobulo di Lindo, Misone di Chene, e il settimo tra loro si narra che fosse lo spartano chilone. Questi erano discepoli, amanti e seguaci dell’educazione spartana: e anche tu puoi diventare discepolo della sapienza ricordando le parole memorabili dette da questi. Scrivono infatti che consacrarono la loro sapienza ad Apollo nel tempio di Delfi queste iscrizioni che tutti celebrano, «Conosci te stesso» e "nulla di troppo" perché questo era lo stile della filosofia degli antichi: una brevità spartana.

Analisi di alcuni verbi contenuti nella versione
προσδιαλεγομενον προσδιαλέγομαι participio mediopassivo presente maschile singolare accusativo
ηγουνται ἡγοῦμαι verbo mediopassivo presente indicativo plurale terza
ακοντισθης Ἀκοντίζω verbo mediopassivo aoristo passivo congiuntivo singolare seconda
Φθεγγεσθαι φθέγγομαι verbo mediopassivo presente infinito
Δυνασαι δύναμαι verbo mediopassivo presente indicativo singolare seconda

 

Traduzione numero 2

Gli spartani sono educati molto bene alla filosofia e ai ragionamenti: se, infatti, ti trovi a conversare con uno spartano, dapprima, trovi che nei discorsi egli è stolto, ma, poi, egli stesso, come un abile arciere, scaglia una frase degna di nota, cosicché il suo interlocutore appare come un bambino. Questa stessa cosa ritengono quelli che hanno senno, ovvero che imitare gli spartani significa amare la filosofia molto più della ginnastica, sapendo che il saper pronunciare frasi significative è proprio di un uomo saggio. Erano saggi anche Talete di Mileto, Pittaco di Mitilene, Biante di Priene, Solone di Atene, Cleobulo di Lindo, Misone di Chene, e si diceva che il settimo fosse Chilone di Sparta. Tutti questi erano ammiratori, amanti e seguaci dell’educazione degli Spartani: Tu allievo, ricordando le frasi memorabili pronunciate da loro, sei in grado di comprendere l'origine della loro sapienza. Infatti, sono scritte nel tempio di Delfi «Conosci te stesso» e «Nulla di troppo». Questo era lo stile della filosofia degli antichi: una brevità spartana.