O fortunatam rem publicam, si quidem hanc sentinam urbis eiecerit! Quid enim mali aut sceleris fingi aut cogitari potest, quod non ille conceperit? Quis tota Italia veneficus, quis gladiator, quis latro, quis sicarius, quis parricida, quis adulter, quae mulier infamis, quis corruptor iuventutis, quis corruptus, quis perditus inveniri potest, qui se cum Catilina non familiarissime vixisse fateatur? Quae caedes per hos annos sine illo facta est, quod nefarium stuprum non per illum? Iam vero quae tanta umquam in ullo homine iuventutis inlecebra fuit, quanta in illo? Qui alios ipse amabat turpissime, aliorum amori flagitiosissime serviebat, aliis fructum libidinum, aliis mortem parentum non modo incitamento, verum etiam auxilio pollicebatur. Nunc vero quam subito non solum ex urbe, verum etiam ex agris ingentem numerum perditorum hominum collegerat! Nemo non modo Romae, sed ullo in angulo totius Italiae oppressus aere alieno fuit, quem non ad hoc incredibile sceleris foedus asciverit. Atque ut eius diversa studia in dissimili ratione perspicere possitis, nemo est in ludo gladiatorio paulo ad facinus audacior qui se non intimum Catilinae esse fateatur, nemo in scaena levior et nequior qui se non eiusdem prope sodalem fuisse commemoret. Atque idem tamen stuprorum et scelerum exercitatione adsuefactus frigore et fame et siti et vigiliis fortis ab istis praedicabatur, cum industriae subsidia atque instrumenta virtutis in libidine audaciaque consumere.
O Stato fortunato, se almeno sarà riuscito a scacciare questa feccia della città! Infatti quale misfatto o delitto si potrebbe immaginare e pensare, che egli non abbia concepito? Quale avvelenatore in tutta l'Italia, quale assassino, quale brigante, quale sicario, quale parricida, quale falsificatore di testamenti, quale truffatore, quale depravato, quale dissipatore, quale adultero, quale donna malfamata, quale corruttore di giovani, quale corrotto, quale sciagurato si può trovare che non ammetta di essere vissuto in stretta familiarità con Catilina? Quale delitto è stato compiuto in questi anni senza di lui, quale turpitudine se non per mezzo suo? D'altra parte, quale così grande capacità di adescare i giovani è esistita in qualcuno quanta in lui? Costui alcuni li amava in modo oltremodo indecente, dell'amore di altri si metteva vergognosamente al servizio, ad altri prometteva la soddisfazione dei piaceri, ad altri la morte dei genitori non solo spingendoli a questo ma anche aiutandoli. Ora poi lì per lì aveva radunato un grande numero di uomini disperati non solo dalla città ma anche dai campi! Non c'è stato nessuno non solo a Roma ma neppure in qualche angolo di tutta Italia oppresso dai debiti che egli non abbia fatto entrare in questo incredibile patto criminoso. E perché possiate conoscere a fondo le sue differenti attitudini in campi diversi non c'è nessuno nelle scuole di gladiatori un po' più temerario nel compiere delitti che non dica di essere amico di Catilina e nessuno nel teatro più malfido e depravato che non ricordi di essere stato quasi suo sodale. E con tutto ciò, poiché era abituato dall'esercizio di adulteri e di crimini a sopportare il freddo, la fame, la sete e la veglia, era da tal gente esaltato come forte, mentre sperperava le forze che servono al lavoro e le doti della virtù nel piacere e nelle violenza.
(by Vogue)
Versione tratta da Cicerone