Iamdiu, patres conscripti, in his periculis coniurationis insidiisque versamur; quod multi vestrum nondum animadverterunt. Si Catilina in Manliana castra pervenerit, tandem eius coniuratio manifesta erit. Hoc autem uno Romae interfecto, ad breve tempus cura et metu liberati erimus, ut arbitror, at periculum coniurationis cum eius sociis residebit et erit inclusum penitus in venis atque in visceribus rei publicae. Si igitur iste ex urbe discesserit secumque omnes suos eduxerit, exstinguetur atque delebitur semen malorum omnium. Qua re secedant improbi, secernant se a bonis, unum in locum congregentur, muro denique, quod saepe iam dixi, secernantur a nobis; desinant insidiari domi suae consuli, circumstare tribunal praetoris urbani, obsidere cum gladiis curiam, faces ad incendium urbis comparare; sit denique inscriptum in fronte uniuscuiusque quid de re publica sentiat.
Già da tempo, padri iscritti, siamo versati in tali pericoli e insidia di una congiura; molti di voi non se ne sono ancora accorti. Se Catilina sarà giunto nell'accampamento di Manlio, alla fine la sua congiura sarà manifesta. Ma ucciso solo questo a Roma, in breve tempo saremo liberati dalla preoccupazione e dal timore, come credo, ma il pericolo della congiura rimarrà con i suoi alleati e sarà incluso profondamente nelle vene e nelle viscere dello stato. Se dunque costui si sarà allontanato dalla città e avrà condotto via con sé tutti i suoi, verrà estinto e distrutto il seme degli altri nomi. Per tale ragione si allontanino i disonesti, si escludano dai buoni, si riuniscano in un sol luogo, siano poi separati da noi mediante il muro, che ho già spesso menzionato; smettano d'insidiare il console in casa sua, di circondare il tribunale del pretore urbano, assediare con le spade la curia, di preparare le fiaccole per l'incendio della città; sia infine iscritto sulla fronte di ognuno cosa senta in merito allo stato.
(By Maria D. )