De paedagogis hoc amplius, ut aut sint eruditi plane, quam primam esse curam velim, aut se non esse eruditos sciant. Nihil est peius iis qui paulum aliquid ultra primas litteras progressi falsam sibi scientiae persuasionem induerunt. Nam et cedere praecipiendi partibus indignantur et, velut iure quodam potestatis, quo fere hoc hominum genus intumescit, imperiosi atque interim saevientes stultitiam suam perdocent. Nec minus error eorum nocet moribus, si quidem Leonides Alexandri paedagogus, ut a Babylonio Diogene traditur, quibusdam eum vitiis inbuit quae robustum quoque et iam maximum regem ab illa institutione puerili sunt persecuta.

In merito ai maestri vorrei che ci sia sopra ad ogni altra cosa la prima attenzione, o di essere eruditi correttamente, o di sapere di non essere eruditi. Non c'è niente di peggio di costoro che progredendo qualcosa un po' oltre le prime lettere si rivestirono della falsa convinzione della conoscenza. Disdegnano infatti di venir meno alle branche dell'insegnare e, per così dire per un certo diritto di potestà, in merito al quale quasi questo genere di uomini s'inorgoglisce, imperiosi e frattanto incrudelendosi insegnano bene la loro stoltezza. Non di meno l'errore di costoro nuoce ai costumi, se pure Leonida pedagogo di Alessandro, come fu tramandato da Diogene di Babilonia, lo impregnò di tali difetti che accompagnarono anche il forte e poi il più importante re fin da quell'insegnamento puerile. (By Maria D.)