Olim asinus, dum per arva opima otiosus errat et placidus herbas altas depascit, repente lupum famelicum videt. Tunc asinus non fugit - nam feram non pavet - sed consistit et tranquille lupum aspicit, deinde false claudicat multasque lacrimas emittit. Tum lupus lente ad asinum appropinquat et dicit: "salve amice! Cur tam maestus es et lacrimas?". "In talo - respondet asinus - asperam spinam sentio nec dolore ambulare possum: te oro, lupe, spinam extrahe!". Lupus falsis eius verbis decipitur et annuit: stultum iudicat asinum et iam avide praedam praegustat. Sed dum spinam in talo attente quaerit, repente asinus calcitrat et ita lupi maxillas frangit. Lupus sanguinolentus fugit et asinus in tutum pervenit. Saepe dolo vitam servare debemus.
Una volta un asino, mentre errava ozioso per i terreni fecondi e pascolava placido tra gli alti arbusti, vide improvvisamente un lupo famelico. Allora l'asino non fuggì - infatti non temeva la fiera - ma si fermò ed osservò tranquillamente il lupo, poi fece finta di zoppicare e versava molte lacrime. Allora il lupo si avvicinò lentamente all'asino e disse: "Salve amico! Perché sei tanto triste e piangi?" rispose l'asino "avverto una spina pungente nel tallone e non posso camminare per il dolore: ti prego, lupo, toglimi la spina!" il lupo fu tratto in inganno dalle sue false parole ed annuì: giudicava l'asino uno stolto e già pregustava avidamente la preda. Ma mentre cercava attentamente la spina nel tallone, improvvisamente l'asino tirò calci e così ruppe le mascelle del lupo. Il lupo fuggì sanguinante e l'asino si trovò in sicurezza. spesso dobbiamo preservare la vita con l'inganno. (By Maria D.)