Cornelia bona et proba femina Romana fuit, quae duos habuit filios, quorum alteri Tiberius, alteri Gaius nomina erant. Filios Cornelia valde amabat, atque ab iis amabatur. Olim femina Romana, nomine Tullia, Corneliam visit, cupida ornamenta sua ostendendi; quae, superbe monstrans gemmas, quas in digitis et in collo gerebat, 'Multas' inquit 'novas et pulchras gemmas habeo, quae me valde delectant: specta! Aspice hos anulos, has lineas margaritarum, has gemmas pretiosas, quas mihi vir meus magna pecunia emit. Quam pulchra sunt haec ornamenta! Nonne te delectant hae gemmae?' Cornelia vero quae tam superba verba audiendo non laetabatur, gemmas aspiciens respondit: 'Ita est, O Tullia: mihi enim pulchrae videntur esse gemmae, quas maritus tuus tibi emit: certe ille valde te amat. Ego quoque tamen pulchras gemmas habeo. ' 'Ain' vero?' ait Tullia, 'O mea Cornelia, ostende mihi pulchras has gemmas tuas! Studiosissima enim sum eas aspiciendi!' Cornelia igitur surgens vocat: 'O filii, venite huc!' Tiberius et Gaius, matris voce audita, accurrentes in atrium intrant. Quos Cornelia digito monstrans, 'Ecce' inquit, 'gemmae meae: filii enim mei ornamenta mea sunt: nullas alias gemmas cupio.

Cornelia fu una buona e onesta donna romana, che aveva due figli, dei quali i nomi erano uno Tiberio e l'altro Gaio. Cornelia amava molto i suoi figli, ed era amata da loro. Una volta, una donna romana di nome Tullia visitò Cornelia desiderosa di mostrare i suoi ornamenti; questa (Tullia) mostrando con orgoglio le gemme che portava sulle dita e sul collo, disse: "Ho molte gemme nuove e belle che mi deliziano molto. Guarda! Guarda questi anelli, questi fili di perle, queste gemme preziose che mio marito mi ha comprato con molto denaro. Quanto sono belli questi ornamenti! Non ti deliziano queste gemme, forse?" Ma Cornelia, che non era felice nel sentire tanto orgogliose, guardando le gemme, rispose: "E così, Tullia: mi sembrano che siano belle le gemme che tuo marito ha comprato per te. Sicuramente egli ti ama molto. Tuttavia anch'io, ho delle gemme belle." "Oh davvero?" disse Tullia, "Oh mia Cornelia, mostrami le tue gemme belle! Sono infatti molto desiderosa di vederle!" Così Cornelia alzandosi chiama: "Oh figli, venite qui!" Tiberio e Gaio, udita la voce della madre, entrano nell'atrio correndo. Cornelia indicandoli con il dito disse: "Ecco, queste sono le mie gemme: i miei figli sono infatti i miei ornamenti. Non desidero nessun'altra gemma (lett gemme è plurale)."