Theseus, vir adhuc iuvenis, navibus navigavit ad Cretam insulam, ubi Minotaurus habitabat, deforme monstrum. Aegeus pater Theseo mandata dederat: "Cum Minotaurum necaveris, iucunde fili, in patriam statim revenies, at in nave vela candida pandes; si contra navis velis ornata nigris reveniet, signum erit tuae necis". Theseus igitur inceptum feliciter peregit et magna cum celeritate domum revenit: sed turbida et repentina tempestas memoriam velorum candidorum super navem ei oblitteravit. Tunc Aegeus, cum navem prospexit, filii mortem putavit et acerbo dolore in mare se iecit. Tum primum Athenienses illud mare appellaverunt Aegeum atque ita infelicis regis memoriam posteris tradiderunt.
Teseo, un uomo ancora giovane navigò con le navi all'sola di Creta, dove il Minotauro, un mostro deforme abitava. Il padre Egeo aveva dato a Teseo degli ordini: "O figlio (sott. mio) amabile, quando avrai ucciso il Minotauro, fa ritorno subito in patria ma spiegherai sulla nave una vela bianca; se al contrario la nave ritornerà con una vela decorata di nero, quello sarà il segnale della tua morte". Teseo dunque eseguì (gli ordini) con successo e con grande velocità fece ritorno a casa: ma una torbida e improvvisa tempesta gli fece dimenticare il ricordo delle vele bianche sulla nave. Allora Egeo quando vide da lontano la nave, suppose la morte del figlio e per l'intenso dolore si gettò nel mare. In seguito per la prima volta gli ateniesi chiamarono quel mare Egeo e così tramandarono ai posteri la memoria dello sventurato re.