Dicunt Siciliani a Sicano rege Sicaniam cognominatam esse, deinde a Siculo, Itali fratre Siciliam. Prius autem Trinacria dicta est propter tria promunturia: Pelorum, Pachinum et Lilibaeum. Sicilia, ab Italia exiguo fretu discreta, Africum mare prospectans, terris frugifera, auro abundans, cavernis tamen penetrabilis, ventisque et sulphure piena est, unde Aetnae montis exstant incendia. In eius fretu Scylla est et Charybdis, quibus2 navigia aut absorbentur aut conliduntur. Fuit autem quondam patria Cyclopum, et postea nutrix tyrannorum; frugum fertilis ac primum aratro proscissa. Parturit mare eius corallium; gignit sales Agrigentinos in igne solubiles, crepitantes in aquis. Sallustius autem dicit Italiae coniunctam fuisse Siciliani, sed medium spatium impetu maris divisam

I Sicilianii affermano che sia stata denominata Sicania dal re Sicano, poi Sicilia da Siculo, fratello di Italo. In precedenza fu denominata Trinacria per i tre promontori: il Peloro, il Pachino ed il Lilibeo. La Sicilia è divisa dall’Italia da un piccolo stretto di mare, che si affaccia sul mare Africano, è feconda di terre, abbondante i ’oro, ma anche penetrabile tramite caverne, piena di venti e di zolfo, donde provengono gli incendi del monte Etna. Nel suo stretto vi è Scilla e Cariddi, dalle quali i navigli o sono inghiottiti o sono spezzati. Fu un tempo anche la patria dei Ciclopi, e poi nutrice di tiranni; fertile di messi in origine solcata dall’aratro. Il suo mare partorì il corallo; generò i sali agrigentini solubili nel fuoco, crepitanti nelle acque. Sallustio però dice che la Sicilia (SICILIAM e non SICILIANI) sia stata congiunta all’Italia, ma separata dall’impeto del mare con un'intermedio spazio. _