Aurora terras et aquas iam illustrat. Interea columba in fossa alas albas lavat. At statim in aqua formicam pusillam videt. Aegre laborat formica: quasi animam exspirat et interdum flet ac misericordiam implorat. Tum benigna columba bestiolae oleae festucam clementer praebet. Sic columba formicam servat. Postea agricola in ripa fossae, ubi olim formica laborat columbam videt ac statim sagittam parat. Sed grata formica accurit atque agricolam acerbe mordet. Statim agricola alte clamat ac sagittam dimittit: subito columba, salva advolat. Sic formica vicissim columbam servat.
L'aurora mostra già le terre e le acque. Frattanto la colomba lava le ali bianche nel canale. Ma subito vede nell'acqua piccola formica. La formica faticava penosamente: quasi esala l'anima e intanto piange e implora la misericordia. Allora la buona colomba offre alla creature dolcemente un ramo di ulivo. Così la colomba salva la formica. Dopo il contadino sulla riva del canale, dove una volta la formica soffre, vede la colomba e subito prepara la freccia. Ma la grata formica accorre e morde fortemente il contadino. Subito il contadino grida fortemente e lascia la freccia: subito la colomba vola salva. Così la formica a sua volta salva la colomba.