Vario more gentes ordinem dierum et noctium diviserunt. Iudaei tempus singulis diebus a vespero diei prioris usque ad vesperum posterioris statuerant sex dies in rebus civilibus et in operibus rei rusticae consumebant, septimum Domino dicaverant et sacraverant. Germani, contra, non dierum tempora, sed noctium numerebant. Romani singulos dies a media nocte numerebant et tempus omnis diei in duodecim horas diurnas, ab ortu usue ad occasum solis, et in duodecim nocturnas, ab occasu as ortum solis, diviserant. Mediam diei horam meridiem nominabant. Apud Romanos dies fastos et nefastos sacerdotes statuerant: diebus fastis negotia et civilia curanbant, diebus nefastis operam dare civilibus rebus non oportebat.
Le popolazioni divisero in modo diverso (con una diversa legge) l'ordine dei giorni e delle notti. Gli giudei avevano fissato il tempo in giorni singoli dal vespero del giorno prima fino al vespero del giorno dopo e trascorrevano sei giorni nelle questioni politiche e nelle (questioni) agricole, avevano dedicato (però) e consacrato a Dio il settimo giorno. I germani, al contrario non contavano i periodi di tempo dei giorni ma (contavano quelli) delle notti. I romani calcolavano i giorni (letteralmente: ciascun giorno) dalla mezzanotte e avevano diviso (diviserant) il tempo di tutto il giorno in 12 ore diurne, dal sorgere (usue?) al calare del sole e in 12 ore notturne dal calare al sorgere del sole. Chiamavano l'ora media del giorno "mezzogiorno". Presso i Romani, i sacerdoti avevano stabilito i giorni fausti e i giorni infausti: nei giorni fausti curavano gli affari e le cose politiche, nei giorni infausti non bisognava (assolutamente) dare seguito agli affari pubblici