Ursus cum lupo cotidie in silva ambulabat et feras exagitabat. Olim tenerum agnum vident; bestiola, placida et insidiarum ignara, herbam teneram attondet atque rivi aquam bibit. Lupus statim clamat: "ecce bona praeda!". At ursus: "Ego agnum prior vidi praeda igitur erit mea". Lupus callido et iurgioso socio dicit: "vehementer erras, avide amice: famelicum sum et ego quoque agnum vorare cupio". Et ursus iracundus: "superbiam tua non tolerabo: non solum agnus sed etiam tu praeda eris ungulis meis idonea!". Tunc beluae cupidae et infidae pugnam saevam tumultuosamque inchoant. Intera agnus pugnam furibundam animadvertit, territus rapida fuga beluarum insidias spectat et sic beluas deridet: "lupe et urse magni et validi estis, sed quam stulti! Nam ego, parvus et indefensus, ob discordiam vestram liber et salvus sum, vos, autem non solum sine praeda sed pleni plagarum estis.
Ogni giorno un orso camminava nel bosco con un lupo e spaventava gli animali. Una volta vedono un tenero agnello; la bestiola, tranquilla ed ignara dell'agguato, bruca l'erba tenera e beve l'acqua del ruscello. Il lupo subito grida: "Ecco una buona preda!". Ma l'orso: "Io ho visto l'agnello per primo, la preda sarà mia quindi". Il lupo dice al compagno furbo e litigioso: "Ti sbagli di grosso, o avido amico: io sono affamato e desidero anch'io divorare l'agnello". E l'orso collerico: "Non sopporterò la tua superbia: non solo l'agnello, ma anche tu sarai una preda adatta ai miei artigli!". Allora le belve desiderose ed infide iniziano una lotta selvaggia e agitata. Nel frattempo l'agnello si accorge dello scontro furiosa, impaurito con una rapida fuga osserva l'agguato delle belve e così deride le belve: "O lupo e orso, siete grandi e forti, ma quanto siete stolti! Infatti io, piccolo e indifeso, a causa della vostra discordia sono libero e salvo, voi, invece, non soltanto siete senza una preda ma (siete) anche pieni di ferite".