Phaedrus in tertii libri fabularum prologo initium suum narrat. Mater eum genuit in vico Macedoniae in monte Pierio ubi iam Mnemosyne Musarum chorum genuerat. Post bellum contra Romanos in Italiam venit et Augusti servus fuit. Huic ob acutum ingenium et magnam doctrinam praestitit; ideo Augustus eum manumisit et Phaedrus sub Tiberio lepidas fabulas scribere incepit. In suis fabulis propter iustitiae studium poeta miserorum vitam describit et mendacium, vanam superbiam et avaritiam damnat: sic saepe irridebat viros cloros et praesertim Tiberii ministrum qui offensus iratusque poetam in vincula coniecit.
Fedro narra la sua origine nel prologo del terzo libro delle favole. La madre lo partorisce in un villaggio della Macedonia sul monte Piero dove già Mnemosine aveva generato una moltitudine di muse. Dopo la guerra contro i romani arrivò in Italia e fu servo di Augusto. Qui primeggiò per il suo acuto ingegno e per la sua grande cultura. Per questo motivo Augusto lo affrancò (=lo liberò dalla sua condizione di schiavo) e Fedro sotto Tiberio iniziò a scrivere argute favole. Nelle sue favole per amore della giustizia, il poeta descrive la vita dei miseri e dei bugiardi, e condanna la sciocca superbia e l'avarizia: così spesso sbeffeggiava uomini famosi e soprattutto un funzionario di Tiberio che offeso ed adirato costrinse il poeta in catene
Il poeta Fedro versione libro Latino in laboratorio e
Tantucci quaderno di verifica