Asinus in agro placidus pascit, cum subito lupus famelicus apparet. Tum callidus asinus, quia fugere non potest, se claudum simulat et ingemit. Tum lupus curiosus in dolum incidit: ad asinum appropinquat et quaerit: «Cur ingemis? Quae (quale) est mali tui causa? Ego amicus tuus sum et tibi auxilium fero». Asinus maestus respondet: «Acutam spinam in ungula habeo; extaihe spinam ex ungula mea, postea libenter cibus tuus ero. Annuit lupus famelicus et iam asini carnem praegustat, sed dum spinam in eius ungula quaerit, asinus calcibus lupi maxillas frangit et sanus salvusque discedit. Ut fabella docet, periculum ingenium acuit.
Un asino pascola placido in un campo quando improvvisamente appare un lupo affammato. Allora l'astuto asino poiché non poteva fuggire, si finge zoppo e si lamenta. Allora curioso il lupo cade nel tranello si avvicina all'asino e chiede: "Perché ti lamenti? Qual è la causa del tuo male? Io sono tuo amico e ti porto aiuto. L'asino risponde mesto "Io ho una spina appuntita nello zoccolo, estrai la spina dal mio zoccolo, dopo liberamente sarò tuo cibo". Il lupo affamato annuisce e già pregusta la carne dell'asino, ma appena cerca la spina nella sua zampa, l'asino rompe con i calci la mascella del lupo e sano e salvo si allontana. Così la favola insegna, il pericolo acuisce l'ingegno
Ricordati che "ero" è il futuro prima persona plurale del verbo sum