Corniculae merulae invidia erat, enim merula fortunam incolis et advenis nuntiabat et saepe in controversiis invocabatur. Olim cornicula advenas in via spectat, ad viam advolat, ibi stat e diu crocitat. A cornicula advenae terrentur, at unus statim clamat: "Non curate atque viam continuate: cornicula enim, non minae sunt. Ut fabella probat, invidia magna culpa est: praeterea, si invidiam sectas, magnam contumeliam quoque tibi paras.

Una cornacchia aveva invidia di un merlo (dativo di possesso), infatti il merlo annunciava la fortuna agli abitanti e spesso veniva invocata nei dissidi. Un giorno la cornacchia vede dei forestieri in una strada, vola verso la strada, sta in quel luogo e gracida a lungo. I forestieri sono  impauriti dalla cornacchia ma uno subito esclama: "Non occupatevi (di lei) e continuate la strada: infatti le cornacchie (lett. singolare) non sono minacce. Così prova la favola, l'invidia è una grande colpa: inoltre, se tu provi invidia, ti procuri anche una grande affronto.