In consilio capiendo omnem Galliam respiciamus, quam ad nostrum auxilium concitavimus. Nolite hos vestro auxilio exspoliare, qui vestrae salutis causa suum periculum neglexerunt, nec stultitia ac temeritate vestra aut animi imbecillitate omnem Galliam prosternere et perpetuae servituti subicere. Quid ergo mei consili est? Facere, quod nostri maiores nequaquam pari bello Cimbrorum Teutonumque fecerunt; qui in oppida compulsi ac simili inopia subacti eorum corporibus qui aetate ad bellum inutiles videbantur vitam toleraverunt neque se hostibus tradiderunt. Nam quid illi simile bello fuit? Depopulata Gallia Cimbri magnaque illata calamitate finibus quidem nostris aliquando excesserunt atque alias terras petierunt; iura, leges, agros, libertatem nobis reliquerunt. Romani vero quid petunt aliud aut quid volunt, nisi invidia adducti, quos fama nobiles potentesque bello cognoverunt, horum in agris civitatibusque considere atque his aeternam iniungere servitutem? Neque enim ulla alia condicione bella gesserunt. Quod si ea quae in longinquis nationibus geruntur ignoratis, respicite finitimam Galliam, quae in provinciam redacta iure et legibus commutatis securibus subiecta perpetua premitur servitute.

Nel prendere una decisione dobbiamo rivolgere l'attenzione a tutta la Gallia, che abbiamo concitato al nostro aiuto (in favore del nostro aiuto). non deprivate del vostro aiuto coloro, i quali trascurarono il proprio pericolo per la vostra salvezza, non gettate a terra per la vostra stoltezza e avventatezza o debolezza d'animo tutta la Gallia e non assoggettatela ad una perpetua schiavitù. Cosa dunque è proprio della mia decisione? Il fare, ciò che i nostri antenati non fecero in alcun modo nella simile guerra dei Cimbri e Teutoni; questi spinti nelle città e stretti da una simile carestia sostentarono la vita con i corpi di coloro che sembravano per età inutili alla guerra e non si consegnarono ai nemici. Infatti cosa fu simile a quella guerra? Spopolata la Gallia e gettata contro una grande calamità i Cimbri in verità talvolta uscirono dai confini e si diressero verso altre terre; ci lasciarono i diritti, le leggi, i campi, la libertà. I Romani in verità cos'altro cercano o cosa vogliono, se non spinti dall'invidia, stanziarsi nei campi e nelle città di coloro i quali i nobili e i potenti conobbero per fama in guerra ed infliggere a questi l'eterna schiavitù? Ed infatti non conseguirono le guerre senza alcun'altra condizione. Perciò se ignorate tali cose che furono portate nelle nazioni lontane, osservate attentamente la Gallia più limitrofa, la quale ridotta a ragione in provincia e mutate le leggi messa sotto le scuri è pressata da una perpetua schiavitù.
(By Maria D. )

Versione tratta da Cesare