Gentes superbae, superstitiosae, aliquando etiam immanes adeo, ut hominem optimam et gratissimam Diis victimam caederent. Manent vestigia feritatis iam abolitae; atque, ut ab ultimis caedibus temperant, ita nihilominus, ubi devotos altaribus admovêre, delibant. Habent tamen et facundiam suam, magistroque sapientiae Druidas. Hi terrae mundique magnitudinem et formam, motus coeli ac siderum, et, quid Dii velint, scire profitentur. Docent multa nobilissimos gentis clam et diu, vicenis annis, aut in specu aut in abditis saltibus. Unum ex his, quae praecipiunt, in vulgus effluxit (videlicet ut forent ad bella meliores), aeternas esse animas, vitamque alteram ad Manes. Itaque cum mortuis cremant ac defodiunt apta viventibus. Olim negotiorum ratio etiam, et exactio crediti, deferebatur ad inferos: erantque, qui se in rogos suorum, velut una victuri, libenter immitterent.

Le popolazioni galliche sono superstiziose e superbe, talvolta anche immani a tal punto che credevano l'uomo ottima e molto gradita vittima per gli dei. Rimangono ancora le tracce di una barbarie non più praticata e se anche si trattengono dalla strage, tuttavia viene ancora sparso il sangue delle vittime condotte all’altare. Hanno nonostante ciò un loro genere di eloquenza, e insegnanti di saggezza, chiamati druidi. Essi dichiarano di conoscere la forma e la grandezza del mondo, i movimenti dei pianeti e delle stelle e la volontà degli dèi. Impartiscono molti insegnamenti ai nobili galli, in un corso di studi che dura vent’anni, e si incontrano in segreto in una grotta o in balze isolate. Uno dei loro precetti è stato reso di pubblico, evidentemente per spingere la popolazione al combattimento. Che le anime sono immortali e che esiste una seconda vita nel regno dell’Oltretomba. Questa è la ragione per cui bruciano e seppelliscono con i loro morti le cose di cui avevano bisogno da vivi. Una volta rimandavano alla seconda vita anche la conclusione degli affari e la riscossione dei crediti. E vi era anche chi si gettava spontaneamente sulle pire dei propri defunti, per dividere con loro la nuova vita.