Qui utilitatum causa fingunt amicitias, ii amabilissimum nodum amicitiae tollunt. Non enim tam amici utilitas quam amici amor ipse delectat, tumque illud est, quod ab amico accipimus iucundum, si cum stodio donatur; tantumque abest, ut amicitiae propter indigentiam colantur, ut ii, qui opibus et copiis maximeque virtute, in qua plurimum est praesidii, minime indigeant, liberalissimi sint et beneficentissimi. Non igitur utilitas amicitiam gignit, sed utilitatem amicitia. Etiam metus nihil ad amicitiam attinet. Tyranni saepe amicos putant habere eos, qui autem metu vel utilitate obsequium praestent, sed minime diligant. Quis enim aut eum diligat, quem metuat, aut eum, a quo se metui putet? Coluntur tamen simulatione dumtaxat ad tempus. Qudsi forte, ut accidit plerumque ceciderunt, tum intellegitur, quam fuerint inopes amicorum. (da Cicerone)

Coloro che creano le amicizie per ragione di utilità, snodano il legame amabilissimo dell'amicizia. Infatti l'utilità di un amico non diletta tanto quanto lo stesso amore di un amico, ed allora è proprio questo, ciò che di piacevole riceviamo da un amico, se è donato con ardore. ed è tanto lontano, che le amicizie vengono coltivate per l'indigenza, che quelli, che sono per nulla bisognosi di ricchezze e di risorse e soprattutto della virtù, in cui c'è moltissimo aiuto, sono generosissimi e benevolissimi. Dunque l'utilità non genera l'amicizia, ma l'amicizia l'utilità. Anche la paura non appartiene per nulla all'amicizia. Spesso i tiranni ritengono di avere come amici coloro, i quali gli prestano rispetto in verità per paura o per utilità, ma non lo amano per nulla. chi infatti amerebbe o colui, che temono, o colui, da cui ritiene di essere temuto? sono tuttavia coltivate per simulazione non oltre il momento. Perciò se per caso, come accade spesso vacillano, allora si comprende, quanto siano stati sprovvisti di amici. (By Maria D.)