Aurea aetate sine legibus, sponte sua, probitas et fides colebantur. Leges metusque aberant nec iudicium sententiae, poenas improbis statuentes, cum homines essent, sine iudicum sententiis, probi et tuti. Nondum ex montium pinis naves aedificabantur, ut in liquidas pelagi undas descenderent, quia omines contenti in suis regionibus vivebant. Nondum cingebantur urbium moenia profundis fossis; non bellicae tubae, non essent neque arcus erant: sine militum usu placidam vitam peragebant. Tellus sua sponte dabat omnia ad victum necessaria. Mortales ut cibum quaererent, arbuteos fructus montanaque fragua carpebant cornaque et mora in duris haerentia rubetis.

La bontà e l'onestà nell'età dell'oro venivano coltivate senza le leggii, ma spontaneamente, la bontà e l'onesta. Non c'erano le leggi e il terrore né il giudizio di una sentenza, che stabilisse le pene ai disonesti, essendo gli uomini, senza un giudice per sentenza, onestii e tranquilli. Le navi non erano con i pini (avuti) dai monti, per scendere nelle liquide onde del mare, perché gli uomini vivevano felici nelle loro regioni. Le mura delle città non venivano cinte con dei fossati profondi, non vi erano trombe belliche, né archi: conducevano una vita tranquilla senza l'uso dei soldati. La regione spontaneamente offriva tutte le cose necessarie alla vita. Gli uomini mortali per cercare il cibo, coglievano frutti degli alberi e i frutti montani i frutti dei cornioli e le more fra gli irti rovi.