Effecistis ut latifundiis vestris maria cinxeritis, ut trans Hadriam et Ionium Aegaeumque vester vilicus regnaverit, ut insulas, olim ducum domicilia magnorum, inter vilia rerum vestrarum numeraveritis. Etiamnunc laboratis ut late possideatis, sed vobis est fundus imperio par: omnia adeo locupletatis vestra ut nihil ("niente”, nomn) aliis relinquatur. Non erit lacus ubi non villarum vestrarum fastigia imminent, non erit flumen ubi ripas aedificia vestra non praetexunt. Ubicumque scatebunt aquarum calentium venae, ibi nova deversoria luxuriae excitabuntur.

Avete fatto in modo da cingere i mari con i vostri latifondi, che il vostro fattore regnasse al di là del Mare Adriatico, Ionio ed Egeo, da annoverare tra le cose a basso prezzo dei vostri possedimenti le isole, una volta domicili dei grandi condottieri. Ancora oggi vi impegnate a possedere largamente, ma voi avete il latifondo pari al potere: arricchite le vostre cose a tal punto da non rimanere niente agli altri (che non viene lasciato nulla agli altri). Non ci sarà un lago dove non sovrastano i tetti delle vostre ville, non ci sarà un fiume dove i vostri edifici non pongono davanti le rive. In qualunque luogo scaturiranno venature di acque calde, lì verranno fuori (emergeranno) nuovi alloggi di lussuria.
(By Maria D. )

Versione tratta da Seneca