Philippa ancilla cum Aemilia colloquitur, dum ei capillos exornat. Ancilla confessa est amicum suum nomine Proculum esse Christianum "Domina hac re cognita primo tam pertubata est ut Philippae suaderet ut virum illum desereret tum vero cum lacrimas ancillae videret eamque audiret dicentem vitam Christianorum probam esse rogavit eam ut plura de hac re sibi narraret. Ergo Philippa "Multae res falsae" inquit "de Christianis narrantur, omnes vero qui talia narrant mentiuntur. Dicunt Christianos asinum adorare ac tam saervos esse ut infantes necare eorumque sanguinem bibere soleant! Quid stultius quid falsius dici potest? Chrisiani tam probe vivunt ut maleficia ne cogitare quidem us liceat; accusantur quod non habeant templa neque illos deos adorent quos ceteri Romani verentur, dicuntur lucem fugere atqua gravia maleficia sua omni modo occultare conari. At ego quae eos bene novi, tibi plane dico eos esse optimos homines. Diligenter cavent ne per totam vitam scelera faciant, ne fidem fallant, ne coniugem alienam cupiant. Certo die ante lucem convenire solent, ut carmen Christo quasi Deo canant; tum discere solent, et rursus in eundem locum omenes conveniunt ad cenam, unus ex iis panem frangit ceterisque tamquam fratribus panem dat itemque vinum quod ex eodem poculo ombes bibunt. Unum adorant Deum eum dicunt omnium hominum esse Dominun et in eius potestate totum mundum esse, et caelum et terram et mare. Dicta et facta Christi legunt e libellis, quos scripserunt disciuli eius, qui ipsi suis oculis et auribus Dominum nostrum viderant et audiverant. Postea iterum carmina et preces Deo et Christo canunt. Christus, qui in Iudaea vixit, filius Dei esse dicitur; is multos aegros solis verbis suis sanabat, faciebat ut caechi viderent, surdi audirent, muti loquerentur, imperabat claudis ut sererent et ambularent - etiam quosdam mortuos suscitavit! Postremo improbi homines eum terribilem in modum necaverunt, sed ille surrexit a mortuis tertio die et in caelum ascendit" "Tune" inquit Aemilia "haec omnia vera esse credis? O philippa! non solum amicus tuus, ma tu ipasa Christiana esse mihi videris "Hae locuta domina ancillam sua intuetur. Philippa primo pallet, tum rubet non quod eam pudeat esse Christianam, sed quia domina eam accusare videtur. At Aemilia, quae ancillam sua magni aestimat, continuo eam consolatur "Noli timere, Philitta! Ego nondum mihi persuadere possum haec quae mihi narravisti de Christo esse vera; ma intellego non omnes Christianos esse tam malos homines quam dicuntur. Bono est animo esto! Delectata sum te audiendo neque cuiquam hanc rem narrabo"
L'ancella Filippa parla con Emilia, mentre orna i suoi capelli. L'ancilla confessa che un suo amico di nome Proculo è cristiano e la padrona saputa questa cosa in un primo momento rimane così turbata che persuade Philippa a lasciare (lasciar perdere) quell'uomo. In quel momento vedendo le lacrime dell'ancella e ascoltandola mentre racconta come sia retta la vita dei cristiani le domandò di raccontare dipiù su questa cosa Quindi Filippa disse: "Molte cose che vengono narrate sui cristiani sono false", in vero tutti quelli che raccontano tali cose mentono. Dicono che i Cristiani adorino un asino e che ne siano così sottomessi da uccidere i loro infanti e che usino (persino) bere il loro sangue! Che cosa di più stolto, che cosa di più falso può venir detto? I Cristiani vivono così onestamente da non pensare cattive azioni; vengono accusati perché non hanno templi e perché non adorano quegli dei che venerano gli altri romani, si racconta che evitino la luce e che si sforzino di occultare i loro gravi delitti. E io che li ho conosciuti bene, a te dico che loro sono senza dubbio, ottimi uomini. Si adoperano diligentemente per tutta la vita per non fare malvagità, per non tradire la fede, per non desiderare la moglie d'altri. Certamente, all'alba sono soliti riunirsi per cantare un carme a Cristo come ad un Dio; poi sono soliti separarsi e per una seconda volta nello stesso luogo tutti si rincontrano per cena, uno fra quelli spezza il pane e lo da agli altri fratelli e allo stesso modo bevono dallo stesso calice il vino. Adorano un unico Dio che dicono sia il signore di tutti gli uomini e che il mondo sia nella sua sovranità. Leggono i fatti e i detti di Cristo dai memoriali, che hanno scritto i suoi discepoli, che videro Nostro Signore con i loro stessi occhi e con le loro stesse orecchie. Dopo insieme cantano carmi e preghiere a Dio e a Cristo. Il Cristo che si dice visse in Giudea, e che fu figlio di Dio, quello che guariva i malati / le malattie solo con le sue parole, che faceva in modo che i cechi vedessero, che i sordi udissero che i muti parlassero, ordinava che gli storpi si alzassero e camminnassero e resuscitò anche (certi) alcuni morti! Infine degli uomini disonesti lo uccisero in modo terribile, ma egli risorse da morto e nel terzo giorno salì in cielo "Tu" disse Emilia "credi che tutto ciò sia vero? O Filippa! Non solo il tuo amico ma tu stessa mi sembri essere Cristiana. "Detto questo la padrona fissa la sua ancella. Filippa in un primo tempo diventa pallida poi arrossisce "non perché si vergogni di essere Cristiana ma perché sembra che la padrona la accusi. Allora Emilia, che stima molto la sua ancella, la consola immediatamente "Non temere Filippa!" Io ancora non mi posso convincere che questa (storia) che mi hai narrato su Cristo sia vera, ma penso che non tutti i cristiani siano così cattivi uomini come viene detto. Sii (esto = imperativo futuro 2 persona singolare da sum) Stai tranquilla! (letteralmente: sii con animo buono). Ascoltandoti mi sono rallegrata, e non racconterò ad alcuno questa cosa.
Note: tune il-nechiamato enclitico si collega alla prima parola dell'interrogativa( diretta o indiretta) e indica una vera e propria domanda