Viris doctis Pompeius semper magnum tribuit honorem. Ex Syria decedens, Mithridatico bello confecto, cum Rhodum venisset, nobilissimum philosophum Posidonium cupiit audire. Cum vero is graviter aegrotabat, ut dicebatur, eum tamen Pompeius videre voluit. Mos erat ut, consule aedes aliquas ingressuro, lictor fores percuteret virga, admonens consulem adesse; sed Pompeius fores Posidonii vetuit percuti, honoris causa. Et ut eum vidit et salutavit, moleste se ferre dixit, quod eum audire non posset. At ille: «O, tu vero – inquit – potes; neque faciam ut frustra tantus vir ad me venerit!». Itaque cubans graviter copiosēque de hoc ipso disseruit, dicens: «Nihil esset bonum, nisi quod honestum es- set; nihil autem malum dici posset, quod turpe non esset». Cum vero dolor interdum acriter eum pungěret: «Hui, nihil agis, dolor, – inquit, quamvis sis molestus; numquam enim te esse malum confitebor».
Pompeo attribuì sempre grande onore agli uomini dotti. Allontanandosi dalla Siria, terminata la Guerra Mitridatica, essendo giunto a Rodi, desiderò ascoltare il nobilissimo filosofo Posidonio. anche se, come si diceva, costui era gravemente ammalato, tuttavia Pompeo volle vederlo. L'usanza era che, quando un console si accingeva ad entrare in alcuni edifici, il littore percuoteva le imposte con la verga, avvertendo che sopraggiungeva il console; ma Pompeo vietò che si percuotessero le imposte di Posidonio, per l'onore. E appena che lo vide e lo salutò, disse di aver sopportato molestamente, il fatto che non avesse potuto ascoltarlo. Ma quello disse: "O, tu in verità puoi; e non farò in modo che un uomo tanto importante sia giunto da me inutilmente!". E così stando sdraiato dissertò seriamente e abbondantemente su questa stessa cosa, dicendo: "Non c'è nessun bene, se non ciò che è onesto; al contrario niente può essere definito un male, che non sia turpe". In verità pungolandolo talvolta il dolore atrocemente disse: "Ahi, non fai niente, dolore, anche se sei molesto; infatti non dichiarerò mai che tu sei un male".
(By Maria D. )