Constat nullum fuisse servum Zenoni, a quo coepit Stoicorum rigida ac virilis disciplina. Menenius Agrippa, qui inter patres ac plebem concordiam constituit, publico funere sepultus est: nam ille pauperrimus mortuus erat. Atilius Regulus, cum Poenos in Africa funderet, ad senatum Romanorum scripsit mercenarium suum discessisse et ab eo desertum esse agellum. Opportune senatus statuit illum agrum publice curare: sic Regulus colonum habuit populum Romanum. Scipionis filiae ex aerario dotem acceperunt, quia nihil illis reliquerat pater. Defuit Scipioni dos, Regulo mercenarius, Menenio funus, Zenoni servus: illis autem populus semper summos tribuit honores.

È risaputo che Zenone non ebbe alcun servo (dativo di possesso) da cui iniziò la scuola dura e virile disciplina degli Stoici. Menenio Agrippa, che costituì la concordia fra i patrizi e la plebe, fu sepolto con un pubblico funerale : infatti luii era morto poverissimo. Attilio Regolo, avendo sconfitto i Cartaginesi in Africa, scrisse al senato dei Romani che il suo salariato se ne era andato e il campicello era stato da lui lasciato (incolto). In modo opportuno il senato stabilì che luii si curasse del campo a spese pubbliche: così Regolo ebbe come colono il popolo romano. Le figlie di Scipione ricevettero la dote dall'erario dello Stato, poiché il padre non aveva loro lasciato niente. A Scipione mancò la dote, a Regolo il salariato, a Menenio il funerale, a Zenone il servo: a loro invece, il popolo attribuì sempre grandissimi onori.