Quintus Metellus, a domita Macedonia dictus "Macedonicus", missus est adversus pseudoPhilippum, hominem humili loco natum, qui se Persei regis filium dicebat, eaque fraude Macedoniam occupaverat. Fabulam autem huius modi finxerat: praedicabat se ex Perseo rege ortum esse, et ab eo fidei cuiusdam viri Cretensis commissum esse, ut in periculis belli, quod tunc ille cum Romanis gerebat, semen stirpis regiae1 servaretur; praedicabat datum esse ei etiam libellum, cum Persei signo, quem puero traderet, cum ad puberem aetatem venisset. Mortuo Perseo, pseudo-Philippus dicebat se, Hadrumeti educatum, usque ad duodecimum aetatis annum ignarum fuisse generis sui, eumque existimavisse patrem a quo educaretur. Dicebat ab eo tandem, proximo morti, apertam esse originem suam, sibique libellum traditum esse. Erat praeterea iuveni formă dignă Persei filio. Hunc Metellus bis proelio fudit, eumque die triumphi ante currum egit. Postea Quintus Metellus bellum in Hispania contra Celtiberos gessit; et cum urbem, quae erat caput gentis, obsideret, iam admotā machinā, partem muri destruxit, sed tandem maluit copias suas ab urbe movere.
Quinto Metello, dalla sottomissione della Macedonia definito Macedonico fu inviato contro Pseudo Filippo, uomo nato da umile origine, che si diceva figlio del Re Perseo, e con tale frode aveva occupato la Macedonia. Ma aveva plasmato una leggenda di tal maniera: andava dicendo di essere nato dal Re Perseo, e che da lui era stato affidato alla fiducia di un certo uomo cretese, affinché durante i pericoli della guerra, che allora quello combatteva con i Romani, fosse tutelato il seme della stirpe regale; andava dicendo che gli era stato affidato anche un libretto, con il sigillo di Perseo, da consegnare al fanciullo, quando fosse giunto all'età della pubertà. Morto Perseo, Pseudo Filippo diceva che, educato ad Adrumeto, fino al dodicesimo anno d'età fu ignaro della sua discendenza, e che lui riteneva come padre (colui) da cui era stato educato. Diceva che alla fine da costui, prossimo alla morte, (gli) era stata rivelata la sua origine, e gli era stato consegnato il libretto. Inoltre il giovane aveva un aspetto degno del figlio di Perseo. Metello lo disperse due volte in battaglia, e lo spinse nel giorno del trionfo dinanzi al carro. Poi Quinto Metello combatté una guerra in Spagna contro i Celtiberi; e assediando la città, che era la capitale della popolazione, ormai messo in moto il congegno, distrusse la parte del muro, ma alla fine preferì muovere le sue truppe dalla città.
(By Maria D. )