Confecta caede, cum multitudo visendi gratia introisset, nonnulli ab insciis pro noxiis conciduntur. Nam celeri rumore dilato, Dioni vim allatam, multi concurrerant, quibus tale facinus displicebat. Hi falsa suspicione ducti immerentes ut sceleratus occidunt. Huius de morte ut palam factum est, mirabiliter vulgi mutata est voluntas. Nam qui vivum eum tyrannum vocitarant, eidem liberatorem patriae tyrannique expulsorem praedicabant. Sic subito misericordia odio successerat, ut eum suo sanguine ab Acherunte, si possent, cuperent redimere. Itaque in urbe celeberrimo loco, elatus publice, sepulcri monumento donatus est. Diem obiit circiter annos quinquagintaquinque natus, quartum post annum, quam ex Peloponneso in Siciliam redierat.
Compiuta l'uccisione, quando la folla entrò per vedere (per curiosità), alcuni furono scambiati da coloro che erano all'oscuro di tutto come colpevoli. Infatti sparsasi velocemente la notizia che era stato fatto un attentato a Dione, erano accorsi molti ai quali tale delitto dispiaceva. Questi, spinti da un falso sospetto, uccidono innocenti come un colpevole. Quando fu resa pubblica la sua morte, cambiò straordinariamente la volontà del volgo. Infatti quelli che da vivo erano soliti chiamarlo tiranno, ora lo proclamavano liberatore della patria ed espulsore del tiranno. Così repentinamente all'odio subentrò la compassione che, se avessero potuto, lo avrebbero riscattato col sangue dall'Acheronte. E così egli fu portato alla sepoltura a spese dello stato nel luogo più famoso in città, e gli fu donato il sepolcro. Morì a circa cinquantacinque anni di età, nel quarto anno da che era ritornato dal Peloponneso in Sicilia.
(By Vogue)
Versione tratta da Cornelio Nepote