Mors igitur ipsa, quae videtur notissima res esse, quid sit, primum est videndum. Sunt enim qui discessum animi a corpore putent esse mortem; sunt qui nullum censeant fieri discessum, sed unā animum et corpus occidere, animumque in corpore extingui. Qui discedere animum censent, aliistatim dissipari, alii diu permanere, alii semper. Quid sit porro ipse animus, aut ubi, aut unde oriatur, magna dissensio est. Aliis cor ipsum animus videtur, ex quo excordes, vecordes concordesque dicuntur. Empedocles animum esse censet cordi suffusum sanguinem; aliis pars quaedam cerebri visa est animi principatum tenere; aliis nec cor ipsum placet nec cerebri quandam partem esse animum, sed alii in corde, alii in cerebro dixerunt animi esse sedem et locum.

Dunque bisogna prima di tutto vedere cosa sia la stessa morte che sembra essere cosa molto nota. Vi sono infatti coloro che pensino che la morte sia l'allontanamento dell'animo dal corpo; vi sono quelli che reputino che non avviene alcun allontanamento, ma l'animo e il corpo muoiono insieme, e che l'animo si estingue nel corpo. Quelli che sostengono che l'animo si allontana, alcuni (ritengono) che si dissipa subito, altri che permane a lungo, altri sempre. Su cosa sia poi lo stesso animo, o dove, o da dove abbia origine, c'è un grande disaccordo. Ad alcuni l'animo sembra lo stesso cuore, in base a cui sono definiti gli insensati, i furiosi. Empedocle riteneva che l'animo era il proprio sangue nel cuore; ad altri sembrò che una certa parte del cervello tenesse il potere dell'animo; ad alcuni non piacque lo stesso cuore ad altri non piacque che una certa parte del cervello fosse l'animo, ma alcuni dissero che la sede e il luogo dell'animo fosse nel cervello altri nel cuore.
(By Maria D. )