Rustica stulta ambitiosaque ad mercatum contendebat, capite vas lactis gerens. Dum procedit, sic cogitabat: "Cum ad forum pervenero, lac meum mercatoribus vendam qui pro lacte duos sestertios solvent. Tunc galllinam emam, qua ova deponet, ex quibus pulli gignentur. Quos nutriam et multos pullos et multa ova in foro vendam. Cum magnam pecuniam mihi comparavero, parvum suem ab agricolis emam. Si eum saginavero, maiore pretio interum vendam. Deinde equum emam et, equitans superbe per pagi vias, omnium invidiam movebo. Ceterorum invidiam tamen non curabo sed subridens et brachia agitans, omnes salutabo." Dum eas voluptates iam praegustat, brachia sua agitat et vas, quod capite gerebat, in terra decidit cunctum lac effundens.
Una contadina sciocca e ambiziosa, si recava al mercato, portando sul capo un vaso di latte. Mentre procede pensava così: "Quando arriverò in piazza, venderò il mio latte ai mercanti e quelli in cambio del latte pagheranno due sesterzi. Allora comprerò una gallina, che deporrà delle uova, dalle quali saranno generati pulcini. Io li alleverò (lett.io alleverò questi) ed io venderò in piazza molti polli e molte uova. Quando mi sarò procurata molto denaro comprerò dai contadini un piccolo maiale. Se lo ingrasserò, lo venderò di nuovo a maggior prezzo. Poi comprerò un cavallo, ed io cavalcando per le vie del villaggio provocherò l'invidia di tutti. Tuttavia non mi curerò dell'indivia degli altri, ma saluterò, agitando le braccia." Mentre ella già pregusta i suoi desideri, agita le braccia e il vaso, quello che portava sul capo, cade a terra, spargendo tutto il latte.