Cum in omnibus enim rebus, tum maxime etiam in architectura haec duo insunt, quod significatur et quod significant. Significatur proposita res, de qua dicitur; hanc autem significat demonstratio rationibus doctrinarum explicata. Quare videtur utraque parte exercitatus esse debere, qui se architectum profiteatur. Itaque eum etiam ingeniosum oportet esse et ad disciplinam docilem. Neque enim ingenium sine disciplina aut disciplina sine ingenio perfectum artificem potest efficere. Et ut litteratus sit, peritus graphidos, eruditus geometria, historias complures noverit, philosophos diligenter audierit, musicam scierit, medicinae non sit ignarus responsa iurisconsultorum noverit, astrologiam caelique rationes cognitas habeat.
Infatti come in tutte le cose, così specialmente anche nell'architettura sono insite queste due cose:ciò che è significato e ciò che significa. Quella significata è la cosa esposta, quella di cui si parla; la dimostrazione ordinata, poi, con gli argomenti delle dottrine, è quella che significa. Perciò chi si dichiara architetto, sembra bene che debba esser esercitato in entrambe le cose. Pertanto è necessario che egli sia anche ingegnoso e portato a questa disciplina; infatti l'ingegno senza istruzione o l'istruzione senzo ingegno non può rendere perfetto un artista. Ed egli sia come un letterato, un perito grafico, un esperto in geometria, impari parecchie storie, ascolti con attenzione i filosofi, sappia di musica, non sia ignaro di medicina, conosca i responsi dei giureconsulti ed abbia conoscenza dell'astrologia e dei meccanismi celesti