Caligula, qui quattuor tantum annos summum imperium gessit, tamen diuturnam insaniae suae memoriam reliquit. Num gravi mentis alienatione affectus est, cum somnum nocte capere non posset, errare per urbem et sic lucem exspectare solebat. Cum tonabat et fulgurabat, caput velare solebat et se condere sub lectum. Eius amentiae multa exempla nobis veteres rerum scriptores tradiderunt, ex quibus haec referre satis erit: cum in Campaniam contraxisset undique naves onerarias easque solidissimis vinculis inter se iunxisset, superiecit terram et quas ponte Baias Puteolosque coninxit. Super hunc pontem per tres dies continuos, ultro citroque, magnifico curriculo vehebatur atque mirum populo spectaculum suae amentiae praebuit. Iovis Olympii statuae caput adempsit et in eius locum suam effigiem imposuit et iussit se coli et adorari tamquam deum. Equum suum purpureis tegumentis induit et ei marmoreum equile aedificavit atque viciniae per milites silentium indicere solebat ne equi quies turbaretur.
Caligola, che governò solo per quattro anni il sommo impero, tuttavia lasciò memoria delle sua pazzia per lungo tempo. Infatti fu affetto da una grave alienazione (follia) della mente e, poiché non poteva prendere sonno di notte, usava vagare per la città, fino ad attendere la luce. Quando tuonava e lampeggiava, usava velare il capo e nascondersi sotto il letto. Gli antichi scrittori (gli storici) hanno tramandato molti esempi della sua follia, tra i quali sarà sufficiente riferire questi: dopo che aveva riunito in Campania da tutte le parti le navi da carico e collegate tra loro con solidissime catene, oltrepassò la terra e collegò Baia e Pozzuoli con una specie di ponte. Sopra questo ponte per tre giorni di seguito, andava da una parte all'altra col suo magnifico carro e offrì un incredibile spettacolo della sua pazzia al popolo. Portò via la testa della statua di Giove Olimpo e impose la sua immagine al suo posto e ordinò di essere venerato e adorato tanto quanto un dio. Vestì di vesti di porpora il suo cavallo e gli edificò una scuderia di marmo ed era solito ordinare silenzio per mezzo dei soldati al vicinato affinché non fosse turbata la quiete del cavallo.