Mortuo Mario, interiectis paucis annis, tribunatum iniit M. Livius Drusus, vir nobilissimus, eloquentissimus, sanctissimus, cui melius ingenium quam fortuna contigit; qui, cum senatui priscum decus restituere cuperet, in iis ipsis rebus quas pro senatu moliebatur, habuit adversarium senatum non intelligentem, si quam legem de plebis commodis Drusus ferret, id etiam rei publicae commodi causă fieri. Cuius integritatis morum hoc est argumentum. Cum aedificaret domum in Palatino colle, in eo loco ubi est quae quondam domus Ciceronis fuit, nunc Statilii Sisennae est, promitteretque ei architectus se eam aedificaturum (esse) ita ut liber ac immunis a conspectu omnium esset neque quisquam in eam despicere posset: "Tu vero – inquit – si quid artist in te est, ita compone domum meam ut, quidcumque agam, ab omnibus perspici possit".

Morto Mario, dopo che furono trascorsi pochi anni, intraprese il tribunato M.Livio Druso, uomo molto nobile, molto dotato della parola, molto virtuoso, al quale toccò in sorte più l'intelletto che la fortuna, costui poiché desiderava ridare al senato l'antico decoro, in quegli stessi provvedimenti che disponeva a vantaggio del senato, ebbe come avversario un senato non competente se  Druso sosteneva che questa legge sulla plebe, era una cosa che  produceva anche un motivo di vantaggio per lo stato. Di questa onestà di costumi questa è la dimostrazione. Quando costruiva un'abitazione sul colle Palatino, in quel luogo in cui si trova quella che un tempo fu la dimora di Cicerone, e che ora è di Sisenna, e l'architetto gli assicurava che egli l'avrebbe realizzata in modo tale che fosse libero e al riparo dallo sguardo di tutti, e che nessuno potesse guardare dentro di essa, (Livio Druso) disse: Tu invece, se in te c'è un po' di abilità, realizza la mia abitazione in modo che qualsiasi cosa io faccia possa essere vista da tutti!".
(By Vogue)

Versione tratta da: Velleio Patercolo