ἀλλὰ γὰρ οὐκ οἶδ᾽ ὅ τι δεῖ τοιαῦτα ὀλοφύρεσθαι: οὐ γὰρ ἐλανθάνομεν ἡμᾶς αὐτοὺς ὄντες θνητοί: ὥστε τί δεῖ, ἃ πάλαι προσεδοκῶμεν πείσεσθαι, ὑπὲρ τούτων νῦν ἄχθεσθαι, ἢ λίαν οὕτω βαρέως φέρειν ἐπὶ ταῖς τῆς φύσεως συμφοραῖς, ἐπισταμένους ὅτι ὁ θάνατος κοινὸς καὶ τοῖς χειρίστοις καὶ τοῖς βελτίστοις; οὔτε γὰρ τοὺς πονηροὺς ὑπερορᾷ οὔτε τοὺς ἀγαθοὺς θαυμάζει, ἀλλ᾽ ἴσον ἑαυτὸν παρέχει πᾶσιν. εἰ μὲν γὰρ οἷόν τε ἦν τοῖς τοὺς ἐν τῷ πολέμῳ κινδύνους διαφυγοῦσιν ἀθανάτους εἶναι τὸν λοιπὸν χρόνον, ἄξιον τοῖς ζῶσι τὸν ἅπαντα χρόνον πενθεῖν τοὺς τεθνεῶτας: νῦν δὲ ἥ τε φύσις καὶ νόσων ἥττων καὶ γήρως, ὅ τε δαίμων ὁ τὴν ἡμετέραν μοῖραν εἰληχὼς ἀπαραίτητος. ὥστε προσήκει τούτους εὐδαιμονεστάτους ἡγεῖσθαι, οἵτινες ὑπὲρ μεγίστων καὶ καλλίστων κινδυνεύσαντες οὕτω τὸν βίον ἐτελεύτησαν, οὐκ ἐπιτρέψαντες περὶ αὑτῶν τῇ τύχῃ, οὐδ᾽ ἀναμείναντες τὸν αὐτόματον θάνατον, ἀλλ᾽ ἐκλεξάμενοι τὸν κάλλιστον. καὶ γάρ τοι ἀγήρατοι μὲν αὐτῶν αἱ μνῆμαι, ζηλωταὶ δὲ ὑπὸ πάντων ἀνθρώπων αἱ τιμαί: οἳ πενθοῦνται μὲν διὰ τὴν φύσιν ὡς θνητοί, ὑμνοῦνται δὲ ὡς ἀθάνατοι διὰ τὴν ἀρετήν. καὶ γάρ τοι θάπτονται δημοσία, καὶ ἀγῶνες τίθενται ἐπ᾽ αὐτοῖς ῥώμης καὶ σοφίας καὶ πλούτου, ὡς ἀξίους ὄντας τοὺς ἐν τῷ τετελευτηκότας ταῖς αὐταῖς τιμαῖς καὶ τοὺς ἀθανάτους τιμᾶσθαι.
Ma non vedo perché bisogna piangere su queste cose. Non ci eravamo dimenticati infatti che siamo mortali; e allora perché bisogna addolorarci adesso per cose che già da tempo ci aspettavamo di subire, o affliggerci tanto per sciagure che ci sono connaturate, sapendo che la morte è comune ai peggiori e ai migliori fra gli uomini? Essa infatti non disprezza i malvagi e non resta ammirata di fronte ai buoni, ma a tutti si presenta allo stesso modo. . Se infatti fosse possibile a chi è sfuggito ai rischi della guerra essere immortale per il resto del tempo, allora sarebbe giusto che i vivi piangessero continuamente i caduti; ma in realtà la nostra natura è esposta alle malattie e alla vecchiaia e il demone che ha avuto in sorte il nostro destino è inesorabile. Dunque bisogna ritenere questi uomini fortunatissimi, perché sono morti così, lottando per i valori più grandi e più nobili, non affidando la loro sorte al caso e non attendendo la morte spontanea , ma scegliendo essi stessi la più bella. Perciò il loro ricordo sarà eterno, e gli onori che ricevono sono invidiati da tutti gli uomini; sono pianti come mortali per la loro natura, ma sono celebrati nei canti come immortali per il loro valore. Ed infatti si fa loro un funerale di stato ed in loro onore si ottengono gare di forza, di saggezza e di ricchezza, perché si ritiene che i caduti in guerra meritino di essere onorati con gli stessi onori dei mortali.