LA MIA INGENUITA' NON HA LIMITI
VERSIONE DI GRECO di Lisia
TRADUZIONE dal libro Euloghia pag. 380 n. 171
TRADUZIONE

Dunque, o giudici, passato del tempo tornai inaspettatamente dal campo, ma dopo cena il bambino gridava e faceva i capricci poiché era infastidito appositamente dalla serva, affinché queste cose potessero avvenire; l'uomo infatti era in casa: in seguito venni a sapere tutto. E io ordinavo a mia moglie di andare e di allattare il bambino, affinché cessasse di piangere. Ma lei all'inizio non voleva, come se fosse contenta di vedermi tornare dopo del tempo, ma poiché io mi stavo irritando e le ordinavo di andare subito (dal bambino), disse: "Certamente! Così che tu in quel momento possa tentare di sedurre la servetta: anche in precedenza, mentre eri ubriaco, cercavi di tirarla a te". E io ridevo, invece lei, essendosi alzata ed essendosi ritirata, chiuse la porta, fingendo di scherzare, e si portò con sé la chiave. E io non facendoci caso e non nutrendo sospetti, dormivo felice, dopo esser tornato dal campo. Quando era quasi giorno lei tornò e aprì la porta. Quando le chiesi perché le porte avessero fatto rumore durante la notte, rispose che la lampada vicino al bambino si era spenta e che fu accesa in seguito per mano dei vicini. Io stavo in silenzio e credevo che le cose fossero andate (davvero) così.