Ο Φιλιππος καθορων την φυσιν του αλεξανδρου δυσνικητον μεν ουσαν, ραδιως δ'αγομενην υπο λογου προς το δεου ... τινας και διαιτας ως εστιν λαβειν εκ των επισταλων.

Filippo vedendo che era inflessibile l'indole di Alessandro che facilmente era ricondotta al dovere dalla ragione, cercava lui stesso più di persuaderlo che dargli degli ordini, mandava a chiamare il più celebre e abile dei filosofi, Aristotele, pagandogli lauti compensi che a lui si addicevano per dedicarlo alla (sua) istruzione. Edificò infatti di nuovo la città dei Stagiriti, da cui era originario Aristotele, che era stata distrutta da lui, e fece riportare quelli che fra i cittadini erano andati in esilio o erano sottomessi in schiavitù. Assegnò a loro come scuola e luogo di studio il ninfeo di Mieza, dove fino ad oggi indicano i seggi di pietra di Aristotele e gli ombrosi luoghi di passeggio. A lui sembrava che Alessandro fosse di grande valore non solo ad afferrare cose di carattere morale e l'argomento politico ma anche a partecipare sia alle materie segrete sia alle più profonde. Mi sembra che sia stato Aristotele ad inculcare ad Alessandro l'amore per l'arte medica. Infatti non solo (Alessandro) amò la teoria ma anche soccorreva gli amici colpiti da malattia e prescriveva certi farmaci e diete come si comprende (è riportato) da alcune sue lettere