"Sed animus quoque - inquis - voluptates habebit suas". Habeat sane sedeatque luxuriae et voluptatium arbiter; inpleat se iis omnibus, quae oblectare sensus solent, deinde praeterita respiciat et exoletarum voluptatium memor exultet prioribus futurisque iam immineat ac spes suas ordinet et, dum corpus in praesenti sagina iacet, cogitationes ad futura praemittat: hoc mihi videbitur miserior, quoniam mala pro bonis legere dementia est. Nec sine sanitate quisquam beatus est nec sanus, cui futura pro optimis adpetuntur. Beatus ergo est iudicii rectus; beatus est praesentibus, qualiacumque sunt, contentus amicusque rebus suis; beatus est is, cui omnem habitum rerum suarum ratio commendat.

"Ma anche l'animo – sostieni - avrà i suoi piaceri". Governi in modo sano e sieda come arbitro della lussuria e dei piaceri; colmi se stesso di tutte quelle cose, che sono solite allettare i sensi, poi rivolga l'attenzione alle cose passate e memore dei piaceri andati in disuso esulti per i passati trascorsi e incomba già sugli eventi futuri e disponga le proprie speranze e, mentre il corpo giace nel presente nutrimento che fa ingrassare, anticipi i pensieri agli eventi futuri: per questo motivo mi sembrerà più misero, perché è follia passare in rassegna i mali per i beni. Nessuno è felice senza l'equilibrio fisico e spirituale e non esiste un sano, da cui sono agognate le cose future come ottime. È dunque beato il giusto di giudizio; è beato chi è amico delle proprie cose e si accontenta delle cose presenti, qualunque siano; è beato colui, a cui la ragione affida ogni carattere delle proprie cose.
(By Maria D. )