Bonae fidei venditorem meminisse oportet. Rei, quam venditurus est, neque vitia obscurare neque laudes praeter modum celebrare debet. Claudius Centumalus ab auguribus iussus erat altitudinem domus suae, quam in Caelio monte habebat, submittere, quia officiebat iis qui ex arce augurium capiebant. Ille vendidit eam Calpurnio Lanario nec indicavit quod imperatum a collegio augurum erat. Ab auguribus Calpurnius domum demoliri coactus, Marcum Porcium Catonem, summae prudentiae virum, incliti Catonis patrem, arbitrum controversiae sumpsit. Cato, ubi est edoctus Claudium sacerdotum imperata de industria suppressisse, continuo illum dupli damnavit. O sententiam prudentiae plenam! Oportet enim bonae fidei venditores esse, neque commodorum spem augere vel incommodorum cognitionem obscurare.

E' necessario ricordare al venditore la buona fiducia. Non deve celare ne i vizi della cosa, che vende, ne le lodi della cosa oltre misura. Claudio Centumalo era stato ordinato dagli indovini ad abbassare l'altezza della sua casa, che si trovava sul monte Celio, poichè faceva ostacolo a coloro che interpretavano dalla rocca l'osservazione dei presagi .Quello la vendette a Calpurnio Lanaro e non rivelò cio che era stato ordinato dal collegio degli auguri. Calpurnio costretto dagli auguri a demolire la casa, prese quale arbitrio della controversia, Marco Porcio Catone, uomo di grande prudenza, padre del famoso Catone.Catone, quando apprese che Claudio aveva impedito al sacerdote di comandare deliberatamente, lo condannò per due volte di seguito. Oh che sentenza piena di prudenza! E' necessario infatti che i venditori siano di buona fiducia e non aumentino la speranza delle cose convenienti o oscurino la conoscenza delle cose sconvenienti.