Inferiorità di donne schiavi e barbari Aristotele versione greco traduzione dal libro versioni di greco
Hellenikon phronema numero 158 pagina 97

οὖν διώρισται τὸ θῆλυ καὶ τὸ δοῦλον (οὐθὲν γὰρ ἡ φύσις ποιεῖ τοιοῦτον οἷον οἱ χαλκοτύποι τὴν Δελφικὴν μάχαιραν, πενιχρῶς, ἀλλ' ἓν πρὸς ἕν· οὕτω γὰρ ἂν ἀποτελοῖτο κάλλιστα τῶν ὀργάνων ἕκαστον, μὴ πολλοῖς ἔργοις ἀλλ' ἑνὶ δουλεῦον)· ἐν δὲ τοῖς βαρβάροις τὸ θῆλυ καὶ τὸ δοῦλον τὴν αὐτὴν ἔχει τάξιν. αἴτιον δ' ὅτι τὸ φύσει ἄρχον οὐκ ἔχουσιν, ἀλλὰ γίνεται ἡ κοινωνία αὐτῶν δούλης καὶ δούλου. διό φασιν οἱ ποιηταὶ "βαρβάρων δ' Ἕλληνας ἄρχειν εἰκός", ὡς ταὐτὸ φύσει βάρβαρον καὶ δοῦλον ὄν. ἐκ μὲν οὖν τούτων τῶν δύο κοινωνιῶν οἰκία πρώτη, καὶ ὀρθῶς Ἡσίοδος εἶπε ποιήσας "οἶκον μὲν πρώτιστα γυναῖκά τε βοῦν τ' ἀροτῆρα"· ὁ γὰρ βοῦς ἀντ' οἰκέτου τοῖς πένησίν ἐστιν.

In natura dunque si distinguono la femmina e lo schiavo (infatti la natura nulla produce in modo miserevole tale come i fabbri il coltello delfico, ma una sola cosa per un solo scopo; così infatti ogni strumento porterebbe a compimento ottime cose, se servisse non a molti usi ma ad uno solo); tra i barbari la femmina e lo schiavo hanno lo stesso ruolo. La causa è che non hanno chi in natura comanda, ma la loro comunità è formata di schiava e di schiavo. Perciò i poeti dicono: “è conveniente che gli Elleni comandino sui barbari”, come se per natura fosse la stessa cosa barbaro e schiavo. Così da queste due comunità si forma la famiglia nella sua essenzialità e a ragione Esiodo ha detto nel suo poema: Casa nella sua essenza è la donna e il bove che ara perché per i poveri il bove rimpiazza lo schiavo.