inizio: οι γαρ Αθηναιοι τους των τυραννων φιλους, οσοι. .. Fine: .. της τυραννιδος Ξανθιππος ο Αριφρονος.
Infatti, gli Ateniesi infatti, usando (χρώμενοι, part pres χράομαι) la mitezza (πρᾱότητι dat πραότης) del popolo, permettevano (εἴων imperf ἐάω) a tutti gli amici dei tiranni, per quanti almeno non avessero commesso colpe (συνεξαμαρτάνοιεν, συνεξαμαρτάνω ottat pres 3a pl) i durante i tumulti di abitare nella città; capo di questi (ὧν) era Ipparco. E subito nell'anno seguente, sotto l'arcontato di Telesino, sorteggiarono con le fave i nove arconti in base a tribù tra i cinquecento prescelti dai popoli, allora per la prima volta dopo la tirannide. Invece i precedenti erano tutti scelti. Eo Megacle (figlio) di Ippocrate del demo di Alopece fu ostracizzato. Per tre anni dunque furono ostracizzati gli amici dei tiranni, secondo le finalità della legge; ma poi, al quarto anno, fu allontanato chiunque anche fra gli altri se sembrava essere troppo potente; e per primo fra quelli lontani dalla tirannide fu ostracizzato Santippe, figlio di Arifrone.