Ἡ ψύλλα τῷ βοϊ διαλεγομένη· «Διά τί, ὦ βοῦ, δουλεύεις τοῖς ἀνθρώποις, μέγιστος ὤν; Ἐγὼ δὲ ἐλάχιστόν εἰμι τῶν ζῴων. Ὅμως δὲ οὐδενὶ δουλεύω, τὴν δὲ σάρκα τῶν βροτῶν δάκνω καὶ τὸ αἷμα πίνω».

La pulce che sta discorrendo col bue: "Perché, o bue, pur essendo tanto grande, ti assoggetti all'uomo? Io sono il più piccolo degli animali. Tuttavia non mi metto al servizio di nessuno. Pungo la carne (σάρξ-σαρκός) del genere umano (degli uomini) e succhio il sangue." Il bue risponde: "Però sono molto aiutato dai servi. Gli uomini poi mi apprezzano e mi nutrono e spesso mi accarezzano il muso e il dorso. Questo mi consola moltissimo." La pulce: "Sei dissimile rispetto alle pulci, o bue, anche se beneamato dagli uomini, sarai mangiato (ἥδομαι). Proprio per questo noi fuggiamo e temiamo tutti"
(By Geppetto)