Αρισταρχον γαρ ποτε ορων ο Σωκρατης σκυθρωπως εχοντα, "Εοικας", εφη, "ω Αρισταρχε, βραρεως φερειν τι... τρεφειν εν τοιουτοις πραγμασιν."
Socrate vedendo infatti una volta Aristarco che aveva aria accigliata, disse: hai l'aria, o Aristarco di sopportare una cosa molesta. Ma bisogna rendere partecipi gli amici, infatti forse anche noi ti potremmo procurare sollievo" Ma - disse (Aristarco): " Socrate, sono in grave difficoltà. Infatti, dopo che la città ha fomentato discordie ( στασιάζω) (συνέρχομαι) fra quelli che fuggivano (molti) si sono riuniti al Pireo (καταλιμπάνω) dopo aver abbandonato sorelle, nipoti e cugine così tante da esserci in casa mia quattordici liberi ma noi non ricaviamo dalla terra nulla. Infatti la tengono in mano i nemici; né prendiamo nulla dalle case; infatti nella città c'è stata (γίγνομαi) scarsità di uomini, arredamenti non ne compra (ὠνέομαι) nessuno; né è possibile farsi prestare (δανείζω) denaro da nessuna parte, ma mi sembra che si troverebbe prima a cercarlo per strada che a prenderlo chiedendolo in prestito. Dunque è penoso, o Socrate, vedere i propri cari che muoiono ed è impossibile nutrirli in tale frangente."