Ἐκ τῆς Κολχίδος Ιάσων σὺν Μηδείᾳ τῇ τοῦ Αἰήτου κατέρχεται εἰς τὴν Ἰωλκόν· τὸ μὲν χρυσόμαλλον δέρας τῷ Πελίᾳ δίδωσι, κρύβδην δὲ τὴν τιμωρίαν ζητεῖ· βούλεται γὰρ τὸν πονηρὸν Πελίαν δίκην διδόναι τῆς κακουργίας αὐτοῦ...
Dalla Colchide, Giasone con Medea, figlia di Eeta, ginge a Iolco; da il vello d'oro a Pelia, ma in segreto cerca la vendetta; infatti vuole dare a Pelia il malvagio la pena della sua malvagità. Come aiutante nella vendetta, Giasone sceglie Medea, la quale/che aveva ricevuto (lett è imperfetto "riceveva") le arti della magia dal Sole. Subito, per amore, Medea promette l'aiuto; entra dunque nella reggia di Pelia e alle sue figlie dice: "Sono in grado di dare di nuovo la giovinezza a Pelia; infatti Medea ha le arti della magia (dativo di possesso: a Medea le arti della magia dal Sole sono) [ricevute] dal Sole. Le fanciulle dicono: "Come dunque è possibile un così grande miracolo?' Medea dice: "Fate a pezzi senza paura il corpo di Pelia vostro padre, e bollitelo nell'acqua". Le misere figlie non percepiscono l'inganno, credono alle parole di Medea. Così per mezzo delle figlie Pelia viene ucciso. Acasto, suo figlio, seppellisce il padre. Giasone con Medea vengono scacciati da Iolco.
(By Vogue)