Ellenisti 1 pagina 327 numero 26
Inizio: Ξενοφῶν δὲ παρελαύνων ἐπὶ τοῦ ἵππου παρεκελεύετο τους στρατιωτας· ... Fine: Σωτηρίδαν, ἔστε αναγκαζουσιν αυτον λανβανειν τὴν ἀσπίδα πορεύεσθαι.
Senofonte andava su e giù a cavallo, incitando i soldati: "Uomini, dovete rendervi conto che ora gareggiate per la. Grecia, per i figli e le mogli: ancora un pò di sofferenza e in futuro marceremo senza dover più combattere". Ma Soterida di Sicione diceva: "Non siamo mica alla pari, Senofonte. Tu ti sposti a cavallo, io sono a pezzi, a furia di trascinare lo scudo". Senofonte dopo aver ascoltato balzò giù, lo trasse fuori dalle file, gli strappò lo scudo di mano e prese a marciare più velocemente che poteva, ma aveva ancora addosso la corazza da cavaliere. A chi era in testa ordinava di proseguire la marcia, a chi era in coda di superarlo, visto che si trascinava a stento. Allora gli altri soldati coprono Soterida di percosse, pietre, insulti, finché non lo costringono a riprendere lo scudo e la marcia.